Cosa vedere a Sassari
Viaggio tra storia, architettura e natura selvaggia
Distesa su un vasto altopiano calcareo con lo sguardo rivolto verso il golfo dell’Asinara, nel territorio che un tempo vide fiorire l’enigmatica civiltà di Monte d’Accoddi, Sassari si mostra ai viaggiatori più attenti come una realtà urbana caratterizzata da una storia stratificata e nobile.
La 'città dei Candelieri', infatti, potrebbe stupire chi cerca cosa vedere a Sassari trasformandola nel punto di appoggio ideale per esplorare il nord-ovest della Sardegna e il paesaggio selvaggio della Nurra nei dintorni.
Cosa vedere a Sassari: itinerario a piedi nel centro storico
In un percorso di visita dedicato a cosa vedere a Sassari, il punto di partenza naturale è il suo centro storico: un labirinto di epoche dove l'impianto urbanistico si svela tra piazze, chiese barocche e palazzi nobiliari. Qui, è possibile fare una passeggiata ed esplorazioni all’indietro nel tempo.
Piazza d’Italia: il “salotto buono”
Il nostro itinerario non può che iniziare da Piazza d’Italia, il "salotto buono" dei cittadini. Dal respiro neoclassico, la piazza è circondata da edifici come il Palazzo della Provincia, che testimoniano l'impronta urbanistica impressa alla città durante l'epoca sabauda. È il luogo dell'incontro, dove la statua di Vittorio Emanuele II fa da sfondo al rito quotidiano dell'aperitivo tra i portici e le ampie aree pedonali del centro.

Il barbacane: testimonianza sotterranea della Sassari aragonese
A poca distanza, sotto l’attuale Piazza Castello, si trova il barbacane, ovvero ciò che resta del sistema difensivo cittadino riportato in luce nel centro della città.
Questa struttura, parte della Rete Thàmus, fu realizzata tra la metà del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento all'interno del fossato del castello aragonese, edificato nel 1331 per sedare le ribellioni cittadine, con l'obiettivo rivoluzionario di fronteggiare l'introduzione delle prime armi da fuoco.
L'accesso è consentito solo con visita guidata e per gruppi contingentati di 12 persone.

Palazzo Ducale: l’attuale sede del comune e polo museale
Risalendo in superficie e inoltrandoci verso il reticolo di vie del centro, ci imbattiamo nella facciata di Palazzo Ducale, oggi sede del Comune. Edificato alla fine del Settecento dal Duca dell'Asinara, il palazzo segna il passaggio dall'architettura difensiva a quella aristocratica di pregio. Al suo interno, pagando un apposito biglietto, è possibile visitare le stanze del Duca e le cantine del Duca.
La Cattedrale di San Nicola: pioggia di barocco
Lasciandoci alle spalle i palazzi nobiliari, ci inoltriamo nei vicoli del centro storico. Una visita in questo dedalo di architetture civili con balconi in ferro battuto, giunge certamente davanti alla Cattedrale di San Nicola.
La sua facciata in stile barocco spagnolo è un trionfo di decorazioni, tra echi aragonesi e tradizioni religiose che animano le botteghe e le piazze nascoste circostanti. Il percorso di scoperta può proseguire nell'attiguo Museo Diocesano, che ne preserva gli argenti e i paramenti liturgici.

La Fontana di Rosello: simbolo identitario
La visita dedicata a cosa vedere a Sassari potrebbe poi continuare verso la valle, ai margini della città murata, dove arriviamo alla Fontana di Rosello. Più che un monumento, è un simbolo d'identità: le sue quattro statue marmoree che rappresentano le stagioni hanno visto scorrere generazioni di sassaresi. In questa struttura tardo-rinascimentale di maestranze genovesi, l'acqua diventa metafora della vita della città, un punto d'unione tra la terra fertile e l’abitato.
Museo Nazionale "G. A. Sanna": la memoria del territorio
Non si può dire di conoscere la città e il territorio, però, se prima non si spende qualche ora al Museo Nazionale "G.A. Sanna".
Se i vicoli ci hanno mostrato la città viva, le sale del museo ne custodiscono la memoria millenaria. Dalle testimonianze della civiltà nuragica ai costumi tradizionali della collezione etnografica, il museo offre la chiave di lettura definitiva per comprendere non solo Sassari, ma l'intera anima della Sardegna settentrionale.
Padiglione Tavolara
Chi è interessato all'arte, non può perdere il Padiglione Tavolara. Inaugurato nel 1956 come sede dell’ISOLA (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigianale), ospita al suo interno mostre temporanee dedicate ad artisti sardi, nazionali e internazionali.

Cosa vedere vicino a Sassari
Non è qui possibile, in poche righe, raccontare il patrimonio archeologico e ambientale del territorio sassarese, una serie di attrazioni di cui Sassari può rappresentare l’ideale punto di partenza. Tra spiagge, laghi naturali, aree naturalistiche e siti archeologici, la provincia meriterebbe un discorso a parte. Proveremo qui a indicare un’introduzione.
L’Altare Preistorico di Monte d’Accoddi
Lungo la strada per Porto Torres sorge l'Altare di Monte d’Accoddi, una struttura piramidale a gradoni che non ha eguali nel Mediterraneo. Questo tempio-altare, che richiama nella forma gli ziggurat mesopotamici, rappresenta una delle testimonianze archeologiche più importanti d'Europa, un luogo dove la terra sembrava connettersi al cielo già nel Neolitico.

Le spiagge nei dintorni di Sassari
La spiaggia più amata dai sassaresi è identificata con il lungo litorale di Platamona: una distesa infinita di sabbia chiara, protetta da dune punteggiate di ginepri e pini, dove le generazioni di cittadini hanno sempre trovato il proprio rifugio balneare.
Per chi cerca un’atmosfera diversa, la spiaggia di Porto Ferro è quella del vento e delle onde, frequentata dai surfisti e capace di regalare tramonti mozzafiato: un luogo che, in ogni stagione, non può che sedurre ogni tipo di visitatore.
Per raggiungere l'Argentiera dobbiamo guidare un po’ di più, superando brevi tornanti e campagne. Qui vi ritroverete davanti a uno scenario unico, dove l’antico borgo minerario affacciato sul blu profondo incontra spiagge e progetti artistici di rilievo.

Il lago di Baratz: l’unico specchio naturale della Sardegna
Infine, a circa trenta minuti dal centro urbano di Sassari, c’è il lago di Baratz, un vero unicum geografico in quanto unico bacino naturale dell’intera isola. La sua nascita è un processo naturale particolare: millenni fa, valli fluviali vennero sbarrate da un imponente cordone di dune sabbiose che oggi raggiungono i trenta metri d'altezza, separando le acque dolci dalla vicina spiaggia di Porto Ferro. Questo ecosistema di circa 1125 ettari è riconosciuto come Sito di Interesse Comunitario (SIC), ideale per passeggiate nella natura.
