Cosa vedere a Sassari: un itinerario a piedi in città
Tra il centro storico e i luoghi d'arte e cultura
Distesa su un vasto altopiano calcareo con lo sguardo rivolto verso il golfo dell’Asinara, nel territorio che un tempo vide fiorire l’enigmatica civiltà di Monte d’Accoddi, Sassari si presenta ai viaggiatori più attenti come una realtà dalla storia stratificata e nobile.
La 'città dei Candelieri', infatti, potrebbe sorprendere chi si chiede cosa vedere a Sassari: non solo punto di appoggio ideale per esplorare il nord-ovest della Sardegna e il paesaggio selvaggio della Nurra nei dintorni, ma è anche la città stessa, con il suo centro storico compatto e percorribile interamente a piedi, a meritare una visita con calma.
Cosa vedere a Sassari: itinerario a piedi in città
In un percorso di visita dedicato a cosa vedere a Sassari, il punto di partenza naturale è il suo centro storico: un labirinto di epoche in cui l'impianto urbanistico si svela tra piazze, chiese barocche e palazzi nobiliari, prima di aprirsi verso i musei cittadini.
Il percorso che proponiamo si può fare interamente a piedi e si presta bene sia a una visita rapida dei punti principali che a una passeggiata più lenta. Con un soggiorno di più giorni, è possibile visitare con calma anche i luoghi d'arte e cultura parte della Rete Thàmus, la rete culturale che unisce i principali siti storici e museali di Sassari.
Piazza d’Italia: il “salotto buono”
Il nostro itinerario non può che iniziare da Piazza d'Italia, il "salotto buono" dei sassaresi. Dal respiro neoclassico, la piazza è circondata da edifici come il Palazzo sede della Città Metropolitana, che testimoniano l'impronta urbanistica impressa alla città durante l'epoca sabauda.
All'interno del palazzo si trova la Sala Sciuti, affrescata tra il 1878 e il 1882 dal pittore Giuseppe Sciuti con scene di storia cittadina. Tra queste citiamo l'ingresso di Giovanni Maria Angioy a Sassari (giurista, politico e rivoluzionario sardo, protagonista di uno dei tentativi più significativi di emancipazione della Sardegna dal dominio sabaudo) e la proclamazione della Repubblica sassarese del 1294.
La Sala Sciuti, visitabile solo in occasioni particolari come Monumenti Aperti e le Giornate del Fai, è dove si riuniscono i sindaci dei 67 comuni della Città Metropolitana di Sassari, in un filo diretto tra la storia dell'edificio e il governo attuale del territorio.
Piazza d'Italia è il luogo dell'incontro, dove la statua di Vittorio Emanuele II fa da sfondo al rito quotidiano dell'aperitivo tra i portici e le ampie aree pedonali del centro.

Il barbacane: testimonianza sotterranea della Sassari aragonese
A poca distanza, sotto l’attuale Piazza Castello, si trova il barbacane, ovvero ciò che resta del sistema difensivo cittadino riportato in luce nel centro della città.
Questa struttura fu realizzata tra la metà del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento all'interno del fossato del castello aragonese, edificato nel 1331 per sedare le ribellioni cittadine, con l'obiettivo rivoluzionario di fronteggiare l'introduzione delle prime armi da fuoco.
Il percorso di visita permette di esplorare due corridoi sovrapposti lunghi circa 80 metri, dove il livello inferiore conserva ancora ventisei bocche da fuoco per archibugi.

Palazzo Ducale: l’attuale sede del Comune e polo museale
Risalendo in superficie e inoltrandoci nel reticolo di vie del centro, ci imbattiamo nella facciata di Palazzo Ducale, oggi sede del Comune. Edificato alla fine del Settecento per volere del Duca dell'Asinara, il palazzo segna il passaggio dall'architettura difensiva a quella aristocratica di pregio. All'interno, con apposito biglietto, è possibile visitare le Stanze e le Cantine del Duca.
Se hai a disposizione una o due giornate per esplorare la città, il consiglio pratico è acquistare il biglietto cumulativo della Rete Thàmus. Al costo di 10€ (8€ ridotto), questo pass ottimizza i tempi e ti consente di accedere a un circuito che include non solo Palazzo Ducale (con le sue Stanze e Cantine), ma anche il Palazzo di Città, la Fontana di Rosello e il Barbacane.
Palazzo di Città
Situato lungo Corso Vittorio Emanuele II, il Palazzo di Città fu realizzato tra il 1826 e il 1829 su progetto dell'architetto piemontese Giuseppe Cominotti. Con la sua facciata in stile neoclassico, l'edificio simboleggia la Sassari dell'Ottocento, un'élite urbana che guardava a Torino e all'Europa. Dal suo balcone in ferro battuto, ogni 14 agosto, le autorità cittadine assistono alla Discesa dei Candelieri, rinnovando l'antico brindisi "a zent’anni" con il Gremio dei Massai, una tradizione che affonda le radici nel Cinquecento.
Oggi il palazzo fa parte della Rete Thàmus e ospita il Museo della Città, il cui percorso espositivo si divide in due sezioni: l'Ala Ovest, incentrata sulla memoria storica, l'urbanistica e le istituzioni, e l'Ala Est, che analizza la storia sociale e i riti popolari. Il complesso racchiude infine il Teatro Civico, accessibile dal foyer dell'ala ovest.
La Cattedrale di San Nicola e la facciata barocca
Lasciati alle spalle i palazzi nobiliari, ci si inoltra nei vicoli del centro storico, tra architetture civili e balconi in ferro battuto, fino ad arrivare davanti alla Cattedrale di San Nicola.
La sua facciata in stile barocco spagnolo è un trionfo di decorazioni, tra echi aragonesi e tradizioni religiose che animano ancora oggi le botteghe e le piazze nascoste circostanti. Il percorso di scoperta può proseguire nell'attiguo Museo Diocesano, che ne custodisce gli argenti e i paramenti liturgici.

Fontana di Rosello: il simbolo identitario della città
La visita dedicata a cosa vedere a Sassari potrebbe poi continuare verso la valle, ai margini della città murata, dove arriviamo alla Fontana di Rosello. Più che un monumento, è un simbolo d'identità: le sue quattro statue marmoree che rappresentano le stagioni hanno visto scorrere generazioni di sassaresi. In questa struttura tardo-rinascimentale di maestranze genovesi, l'acqua diventa metafora della vita della città, un punto d'unione tra la terra fertile e l’abitato.
Museo Nazionale "G. A. Sanna": la memoria del territorio
Non si può dire di conoscere la città e il territorio, però, se prima non si spende qualche ora al Museo Nazionale "G.A. Sanna".
Se i vicoli ci hanno mostrato la città viva, le sale del museo ne custodiscono la memoria millenaria. Dalle testimonianze della civiltà nuragica alla collezione etnografica, il museo offre la chiave di lettura definitiva per comprendere non solo Sassari, ma l'intera anima della Sardegna settentrionale. Al suo interno, infatti, c'è anche una sala dedicata ai reperti rinvenuti a Monte d'Accoddi, il santuario preistorico situato a pochi chilometri da Sassari.
Ad aprile 2026, inoltre, dopo un importante intervento di rinnovamento, è stato inaugurato il Padiglione Marcialis: le tre nuove sale sono dedicate all'età nuragica, fenicio punica e romana.
Pinacoteca Nazionale
Ospitata nell'ex Collegio Canopoleno, edificio gesuitico costruito tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, la Pinacoteca Nazionale mostra l'esposizione cronologicamente più ampia tra quelle dei musei sardi, con opere che vanno dal XIV secolo alla fine del XX.
Le sale ospitano pezzi storici e religiosi, come il crocifisso ligneo di San Sisto, un Trittico fiorentino del 1400 e le tavole cinquecentesche del fiammingo Maestro di Ozieri. Sono presenti anche due rarissime ceroplastiche di Gaetano Giulio Zumbo, il maggiore specialista della materia del XVII secolo.
All'interno della Pinacoteca è presente anche una sezione dedicata all'arte sarda del Novecento, la più ampia tra quelle visibili in Sardegna. Tra i grandi maestri sardi presenti citiamo Giuseppe Biasi, Filippo Figari, Maria Lai e Costantino Nivola.
Padiglione Tavolara
Chi è interessato all'arte, non può perdere il Padiglione Tavolara. Inaugurato nel 1956 come sede dell’ISOLA (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigianale), ospita al suo interno mostre temporanee dedicate ad artisti sardi, nazionali e internazionali, spesso allestite in contemporanea.
Fino al 20 settembre 2026, il Padiglione Tavolara accoglie la mostra Liliana Cano. Il fuoco dentro. Qui sono esposte diverse opere, tra dipinti inediti, fotografie e tesori d'archivio, dell'artista Liliana Cano, una donna amata dalla città di Sassari tanto da conferirle, nel 2006, il Candeliere d'Oro Speciale per l'alto livello raggiunto nel campo delle arti visive.













