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Santa Caterina

Esempio di architettura rinascimentale a Sassari

Chiesa di Santa Caterina a Sassari
Interno della Chiesa di Santa Caterina a Sassari
Arcata nel soffitto della Chiesa di Santa Caterina a Sassari
Statua religiosa dentro Chiesa di Santa Caterina a Sassari
Vista della strada da una finestra della Chiesa di Santa Caterina a Sassari
Bambini giocano all'uscita della Chiesa di Santa Caterina a Sassari

Eretta tra il 1580 e il 1607 per volontà dei Gesuiti su un'area precedentemente occupata da un tempio medievale, la Chiesa di Santa Caterina rappresenta la massima espressione di architettura rinascimentale classicista a Sassari.

La storia della chiesa di Santa Caterina

I Gesuiti arrivarono a Sassari nel 1559 e affidarono inizialmente il progetto della chiesa all’architetto Giovanni Maria Bernardoni. Figura di rilievo internazionale, lasciò il cantiere sassarese nel 1583 per andare a progettare la cattedrale di Cracovia, affidando il completamento dell'opera alle maestranze locali. Queste mantennero alcuni schemi costruttivi del tardogotico sardo: il segno più evidente sono le volte a crociera costolonata che coprono la navata, le cappelle e il transetto.

La facciata principale è divisa in due ordini e mostra elementi di gusto tardo rinascimentale e manieristico, mentre l'interno si distingue per la purezza degli archi a tutto sesto e per la cupola che svetta all'incrocio tra l'aula e il transetto, impostata su un tamburo ottagonale decorato da pennacchi con motivi geometrici e floreali. È proprio questo mix di stili a rendere Santa Caterina una chiesa unica nel panorama cittadino.

Gli interni e le opere contenute nella chiesa

Santa Caterina è una delle poche chiese di Sassari ad aver conservato una grande quantità di arredi originali dell'epoca della sua costruzione. Tra i suoi tesori, spicca il ciclo pittorico del fiammingo Johan Bilevelt, attivo a Sassari nella prima metà del Seicento.

Tra le sue tele spicca l'Incoronazione della Vergine, un'opera di immenso valore non solo artistico, ma anche storico: nella parte inferiore del dipinto è infatti raffigurata la valle di Rosello con la fontana omonima nella sua veste seicentesca, testimonianza visiva fondamentale di come apparisse il monumento poco dopo il restauro del 1606.

Completano l'apparato decorativo un crocifisso ligneo del XVII secolo e una curiosa acquasantiera che riutilizza un capitello con colonnina altomedievale di ascendenza orientale, simbolo della stratificazione storica che caratterizza i luoghi sacri della città.

Fontana di Rosello in una tela dentro la Chiesa di Santa Caterina a Sassari

Il ruolo della chiesa oggi

Oggi, Santa Caterina è una chiesa viva, succursale della Cattedrale di San Nicola e luogo d'incontro per diverse comunità religiose, come quella di Sant'Egidio, la greco-cattolica e la greco-ortodossa. Inoltre, è la sede della cappellania universitaria, che qui organizza regolarmente momenti di incontro, preghiera e attività pastorali per i giovani dell'Ateneo, e location, grazie all'acustica eccellente, di concerti ed eventi.