San Pietro in Silki
Vestigia romaniche e tesori barocchi
Fondata nel villaggio (scomparso) di Silki tra il 1065 e il 1082 (come riportato dal Libellus judicum turritanorum), la chiesa di San Pietro in Silki fu donata alle monache benedettine dalla madre del giudice Mariano I di Torres. Rappresenta uno dei luoghi più cari alla memoria storica e religiosa di Sassari e conserva ancora oggi le sue origini romaniche in alcuni tratti murari e nelle caratteristiche monofore.
Gli interni della chiesa
Il passaggio del complesso ai Francescani nel XV secolo segnò una svolta fondamentale. Tra il 1472 e il 1478 venne edificato il cuore del santuario, la cappella quattrocentesca dedicata alla Madonna delle Grazie, oggetto di una venerazione profonda e ininterrotta. All'interno si trovano tesori unici:
- il monumento funebre del di Jaime Manca: dedicato al barone di Usini, è un esemplare unico in Sardegna per fattura e stile ispirato ai modelli iberici.
- portale settecentesco, nato dalla stessa sapiente bottega che lavorò al Duomo di San Nicola.
- interni: ricchi di arredi lignei, retabli barocchi e opere di respiro internazionale, come la tela della Visitazione del pittore fiammingo Ferdinand Storm.

Il legame con la Discesa dei Candelieri
Dal 1657, la cappella appartiene al gremio dei massai e ne ospita il candeliere ottocentesco, portato in processione ogni 14 agosto nella Discesa dei Candelieri, Patrimonio UNESCO.

















