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Dal 8 ottobre al 5 dicembre la Stagione lirica al Teatro Comunale di Sassari

Cinque produzioni da ottobre a dicembre: il Teatro Comunale riapre al pubblico con Puccini, Rossini, Pergolesi, Menotti e Léhar

Sarà Madama Butterfly in un nuovo allestimento originale a riaccogliere il pubblico della Stagione lirica di Sassari al Teatro Comunale, dopo quasi un anno di stop dovuto alle restrizioni sanitarie. La “tragedia giapponese” di Giacomo Puccini è il primo titolo in cartellone per la Stagione 2021, allestita dall’Ente Concerti “Marialisa de Carolis” dall’8 ottobre al 5 dicembre. Le misure anti-Covid in vigore, che ancora non consentono di occupare tutti i posti disponibili in teatro, hanno convinto l’Ente Concerti a trasmettere la ‘prima’ di venerdì 8 ottobre in diretta sui canali dell’emittente Videolina, in tv e sul sito internet, visibile quindi in tutto il mondo.

Il secondo titolo in programma è Il turco in Italia di Gioachino Rossini (29-31 ottobre), eseguito a Sassari in tempi moderni soltanto nel 1983.L’appuntamento successivo (12-14 novembre) è con l’inedito dittico Il telefono (The telephone) di Giancarlo Menotti e La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi. La Stagione 2021 si chiuderà il 3-5 dicembre con La vedova allegra, capolavoro dell’operetta di Franz Lehár,

Con la parziale apertura del Comunale anche gli studenti potranno tornare a teatro con i loro insegnanti. Riprendono quindi le Anteprime dedicate alle scuole, il mercoledì pomeriggio prima della prima, volute dal De Carolis per avvicinare all’Opera i più giovani. Analogamente riprenderanno le presentazioni con i protagonisti e gli esperti che negli ultimi anni avevano coinvolto anche le scolaresche.

L’enorme richiesta di biglietti e abbonamenti segnala una grande voglia di Opera e musica dal vivo dopo il blocco delle attività dovuto alla pandemia. Non appena sarà consentita la ripresa della vendita - ora limitata a poco più di 400 posti – gli abbonamenti e i biglietti serali saranno disponibili anche online sul nuovo sito enteconcertidecarolis.it

Per garantire la massima sicurezza agli spettatori, agli artisti e ai lavoratori, l’ingresso al Comunale sarà consentito soltanto ai titolari di green pass. Tutti dovranno indossare la mascherina per l’intera permanenza in teatro, mantenere la distanza di sicurezza e rispettare tutte le norme ancora in vigore per limitare la diffusione del contagio.

La Stagione è promossa dal Comune di Sassari e curata dall'’Ente Concerti “Marialisa de Carolis” di Sassari.

Comunicato stampa

Per maggiori informazioni potete consultare il sito https://www.marialisadecarolis.it/

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L'Argentiera. Sassari insolita tra mare e miniere

Un villaggio minerario abbandonato e una cala dal mare con i riflessi d’argento.

L’Argentiera è uno dei luoghi più avventurosi e ricchi di fascino che offre il territorio di Sassari. Qui un tempo si estraeva piombo argentifero e zinco. Era fine Ottocento quando il villaggio ha iniziato la sua attività, chiusa nel 1962, ma, ancora oggi, per gli appassionati dell’archeologia industriale è possibile ammirare un luogo unico al mondo. Il tutto incastonato in una cornice di pietre argentate e lambito da due ampie spiagge dall’acqua limpida e trasparente. L’impatto appena si arriva è di sicuro effetto. La laveria in legno pitch-pine, le costruzioni e la chiesetta, costruita negli anni Quaranta proprio in cima ad una lunga scalinata a dominare tutto l’insediamento, il vecchio cinema a pochi passi dal mare. Tutto qui ricorda che un tempo questo luogo era un microcosmo dove si lavorava e si viveva. 

Questo tratto di costa presenta un susseguirsi di pareti ripide, a strapiombo sul mare, di capi e promontori che delimitano baie e cale di spettacolare e selvaggia bellezza accessibili dal mare o, in qualche caso, via terra attraverso stretti sentieri. Lungo questa scogliera ininterrotta si trovano alcune insenature sabbiose, sotto il villaggio dell’Argentiera, a Porto Palmas e presso lo Scoglio Businco. La vegetazione è costituita prevalentemente dalla macchia mediterranea, in alcuni tratti molto fitta. I fondali marini si presentano irregolari, con speroni rocciosi ricchi di anfratti e di cavità che danno ospitalità a una gran varietà di forme di vita. Il villaggio dell’Argentiera nasce come borgo di minatori e prende il nome dal materiale estratto dai giacimenti di piombo e zinco argentifero.

Per maggiori informazioni visitate il sito LandWorks

 

VISITE GUIDATE
MEMORIE è il primo nucleo dell’allestimento permanente che riporta alla luce la vita del borgo  e dei suoi abitanti dentro e fuori la miniera. Un viaggio ricostruito grazie al contributo di esperti e alla partecipazione della comunità locale che ha deciso di condividere i ricordi di una memoria privata per farla diventare collettiva.

Il percorso parte dall’antica Laveria e prosegue snodandosi attraverso i principali edifici e i vecchi ruderi popolandosi di oggetti e immagini di ieri e oggi, a  testimonianza di storie di lavoro, di famiglia e di quotidianità che per oltre un secolo hanno animato la borgata.

INFO

Orari di visita

Venerdì - Sabato - Domenica:
ore 10.00 - 11.30 - 14.30 - 15.00

Durata della visita:
50 minuti

Ingresso Gratuito

Visita Guidata e Prenotazioni gruppi
È consentito l’ingresso libero accompagnati dalle guide in gruppi di max 10 persone. Il personale di accoglienza è a disposizione dei visitatori per indicazioni di carattere generale ed è responsabile della sicurezza e del buon andamento della visita: le indicazioni e le prescrizioni del personale devono perciò essere attentamente seguite.

Per ragioni organizzative e per una migliore fruizione da parte del pubblico si ricorda che è necessario prenotare tutte le visite di gruppi superiori a 10 persone

Via Sebastiano Satta, 13

+39 079 2008072

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SPIAGGE

La spiaggia del borgo è particolarmente adatta alle famiglie con bambini. L'area dispone di ampio parcheggio, punto ristoro (nel periodo estivo) ed è facilmente accessibile dai diversamente abili.

Porto Palmas

                                                                                                         

 

Le pareti ripide di questa costa si interrompono solo in corrispondenza della cala di Porto Palmas e del villaggio dell’Argentiera, dove si trovano le uniche spiagge della zona. In particolare Porto Palmas è l’unico approdo nel raggio di qualche miglio che offra la possibilità di alare un’imbarcazione in mare. La spiaggia è una mezzaluna di sabbia bianca, con ai lati basse scogliere che la proteggono dal vento e dalle correnti, rendendola ideale per le famiglie con bambini.

Lampianu

La spiaggia di Lampianu si trova nei pressi del Villaggio Nurra, un villaggio turistico in disuso. Seguendo l’indicazione a Nord si arriva alla scogliera antistante Scoglio Businco. La strada a sud porta ad una ripida scalinata per la quale si accede alla spiaggia di Lampianu. La zona è selvaggia e poco frequentata e il mare incontaminato. Un’immersione con solo maschera, boccaglio e pinne, svelerà una miriade di organismi marini dai colori vivaci e brillanti.

 

Come arrivare

L’Argentiera si trova nella località omonima ed è raggiungibile in circa 45 minuti, partendo da Sassari, tramite SS291var e Strada Provinciale 18/SP18. Per chi arriva da Porto Torres raggiungibile in circa 40 minuti tramite SP42 e Strada Provinciale 18/SP18.

 

Sito del parco Geominerario

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Rete culturale Thàmus: gli orari dei mesi di settembre e ottobre

Da oggi 23 settembre fino al 31 ottobre gli orari della rete Thàmus saranno i seguenti:

 

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Altare prenuragico di Monte d’Accoddi
Ingresso e visite guidate
Dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00
Domenica dalle 10.00 alle 14.00
Visite guidate solo su prenotazione per gruppi organizzati e scolaresche
Chiuso lunedì e festivi

Le Stanze e le Cantine del Duca a Palazzo Ducale
Ingresso
Dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00
Sabato dalle 10.00 alle 13.00
Visite guidate dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00
Chiuso lunedì, domenica e festivi

Palazzo di Città
Ingresso
Martedì, giovedì e sabato
dalle 10.00 alle 14.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Mercoledì e venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Domenica
dalle 10.00 alle 14.00
Visite guidate
Martedì, giovedì e sabato
dalle 10.00 alle 14.00
Mercoledì e venerdì
dalle 10.00 alle 13.00
Chiuso lunedì e festivi

Fontana di Rosello
Ingresso
Dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00
Domenica dalle 10.00 alle 14.00
Visite guidate solo su prenotazione per gruppi organizzati e scolaresche
Chiuso lunedì e festivi

MAR - Miniera ARgentiera
Ingresso e visite guidate
Dal venerdì alla domenica
Visite guidate alle ore 10.00, 11.30, 13.30, 15.00

Domus de Janas di Montalè
Barbacane del Castello Aragonese
Ingresso e visite guidate temporaneamente sospese
 
Modalità di accesso

In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti, previste per tutti i luoghi di cultura italiani (rif. D.L. del 23 luglio 2021), dal 6 agosto 2021 è obbligatorio che i visitatori esibiscano il Green Pass, o certificazione equipollente, corredato da un valido documento di identità per accedere nei luoghi della cultura del Comune di Sassari. Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica. Per maggiori informazioni sulle modalità per avere Green Pass consultare il sito www.dgc.gov.it

Nel rispetto delle disposizioni per il contenimento del contagio da coronavirus, sarà obbligatorio l’utilizzo di mascherina e dovrà essere garantita la distanza di un metro tra visitatori (tranne nel caso di stesso nucleo familiare convivente).

Scoprite di più sulla rete culturale Thàmus sul nostro sito

 Tariffe

 
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Sassari Estate 2021: musica, cinema, teatro, danza e tanto altro

Sassari è pronta a ripartire con un variegato cartellone di iniziative culturali che animeranno la città dal 24 giugno fino a metà settembre


Un programma ricco, che spazia dalla musica al teatro, dalla danza alle iniziative per i più piccoli, dai reading letterari al  cinema.  Eventi che si svolgeranno quotidianamente in aree ritenute adatte e sicure:piazza Monica Moretti, l’Anfiteatro del Polo Tecnico “Devilla”, il cortile dell'istituto comprensivo "S. Farina - San Giuseppe" (ex scuola media n.2), il parco “Maria Carta” in via Venezia, oltre ad altri spazi concessi per specifici eventi.
Un programma che nasce dalla consapevolezza che la cultura, in tutte le sue forme ed espressioni, è strumento di sviluppo, di crescita economica e sociale, con attività che rispondono al fabbisogno culturale della comunità e nel contempo contribuiscono a rendere il territorio  sempre più vivibile per cittadini e visitatori. Il cartellone è stato realizzato grazie al sostegno economico della Fondazione di Sardegna e grazie alla collaborazione e all'impegno da parte delle associazioni culturali.
Comunicato stampa

Tutti gli appuntamenti culturali dell'estate saranno riportati nel calendario degli eventi del sito, dove potete trovare il dettaglio di tutte le iniziative patrocinate dal Comune di Sassari.         

Scaricate il calendario degli eventi nei luoghi di Sassari Estate

        

     
                           

 

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Itinerario delle piazze storiche della città

Un cielo plumbeo avvolge la città di Sassari questa mattina, non c’è quasi nessuno in strada, eppure si sente il rumore d'una carrozza in lontananza e lo scalpiccio degli zoccoli dei cavalli. Actos, il nostro amico, ci attende appena fuori le antiche mura, dove un tempo sorgeva la Porta del Castello. Sulla testa preme l’elegante cappello grigio che lo ripara, in una mano stringe un bastone da passeggio e sottobraccio porta un giornale fresco di stampa: La Stella di Sardegna.
Siamo nel 1877, in un’epoca di grandi cambiamenti.

“Fin dai tempi antichi il luogo pubblico per antonomasia è, come potete immaginare, la piazza. Questo spazio aperto è il centro della città e ha funzione di incontro, termine che dal latino popolare può essere tradotto in <<trovarsi di fronte a>>. Perdonate la deformazione professionale ma era mio dovere informarvi! Eccoci qui finalmente, fuori dalla cinta muraria di Sassari, pronti ad iniziare il nostro itinerario per le famose piazze della città: voi di fronte a me, per l’appunto, Actos per gli amici.”

Actos ci fa cenno di seguirlo: “Vedete amici, questa è la nuova Piazza d’Italia, un nome che rende omaggio all’unione del nostro Paese; diventerà certamente il nuovo centro cittadino, vi illustro al ragione.”

Ci indica un magnifico palazzo neogotico, che svetta verso il cielo e ricorda le forme e i colori accesi dei palazzi veneziani: “Questa sarà la residenza dell’Onorevole Giuseppe Apostoli, barone e membro del Parlamento. Pare che voglia inaugurare il completamento con un ballo!”  Col bastone da passeggio indica invece l’edificio neoclassico dalla parte opposta della piazza: “Palazzo Sciuti invece sarà l’ufficio e la dimora del Prefetto e pensate che ospita ben più di duecento sale al suo interno e terrà servizi quali Poste e Telegrafi.”

Indicando il tetto aggiunge: “Vedete lassù? Lì verrà posto un orologio che sarà visibile in tutta la piazza e sarà ornato dallo stemma cittadino.”

“Proseguiamo il nostro itinerario.” Actos si dirige verso gli eleganti Portici Borgone e Crispo “Ricordate che confusione per la costruzione di questi porticati? La moda torinese è durata poco nel nostro Comune, troppo costosa. Ad ogni modo, siamo quasi arrivati.”

Actos si ferma all’inizio di quella che viene chiamata Piazza Castello, in lontananza macerie sparse ovunque mettono in evidenza un importante cambiamento. 

“Vi starete chiedendo perché si chiama in questo modo, ebbene sì, solo qualche mese fa qui c’era una fortezza, il castello aragonese che ha rappresentato per anni, ma che dico, per secoli una minaccia per i sassaresi.” Prosegue al centro della piazza e si siede su una pietra rettangolare. “Come potete vedere è stato parzialmente demolito. Con il passare dei secoli venne rafforzato in un barbacane, con sotterranei e bocche di fuoco rivolte verso il centro abitato. Proprio qui si trovava l’unica sede dell’Inquisizione in Sardegna, dove furono rinchiusi prigionieri ed eseguite condanne capitali. Successivamente invece, in epoca sabauda divenne caserma del Regio Esercito italiano. La sua facciata era in pietra viva, come questa”. Actos guarda al lato destro della piazza, si toglie l’elegante cappello e grattandosi la testa si mette a pensare. 

“Sono convinto che qui, invece, stanno costruendo una nuova caserma… ma questo lo scopriremo presto, credetemi, uscirà in prima pagina su La Stella! Ora proseguiamo con il nostro itinerario, ci aspetta un’altra piazza non lontano da qui”. Sale su una carrozza e si sporge per indicare la strada da percorrere.

“Questi decenni stanno vedendo una ristrutturazione del nostro centro, sembra quasi un altro posto.” Dice Actos. Mentre la carrozza prosegue lungo Largo Azuni, il nostro amico fa cenno di mano a un uomo che si affaccia da una tipografia sulla destra; deve trattarsi del signor Dessì.

Piazza Azuni, ecco un altro esempio della modernità della città, dedicata al nostro esimio giurista.” Actos fa cenno al cocchiere di sostare un attimo e si liscia i baffi prima di ricominciare a parlare: “Sapete, fino a vent’anni fa qui avreste visto una lunga scalinata portare alla Chiesa di Santa Caterina e lì, dall’altro lato di una piazza decisamente più piccola di questa, il Palazzo del Governatore, con la sua grande carrozzeria.” Actos si guarda attorno e respira a pieni polmoni “Ora invece abbiamo più spazio e luce, degli edifici moderni,  e la chiesa rimane solo in qualche carteggio e in un mio acquerello; l’avete visto? No? Dopo ve lo mostrerò allora”

Al suo cenno, il cocchiere incitò il cavallo a proseguire la strada. Ormai per le strade si affollavano le persone che andavano e venivano dai mercati, che si recavano negli uffici o passeggiavano per la città. 

“Eccoci in Piazza Tola, il mercato oggi è ben fornito, vendono anche dell’ottimo cuoio e si sente un buon profumino di cacio sardo, dopo ci farò un pensierino, ma ora torniamo a noi. Dove eravamo rimasti? Ah sì, questa piazza accoglie una storia di tutto rispetto. Solo due anni fa ha preso il nome di uno dei più conosciuti politici di Sassari: Pasquale Tola fu anche un magistrato e storico, diventato addirittura membro del Parlamento sardo e poi di quello nazionale. Suo fratello Efisio fu un martire di Risorgimento e nacque proprio qui di fronte…” Actos si fa spazio fra la gente e osserva un imponente palazzo dalla facciata goticheggiante, poi si sposta al centro della piazza e mormora qualcosa: “Grande uomo, questa piazza un giorno verrà dedicata anche a te, me lo auguro!” 

Il nostro viaggio per le piazze storiche di Sassari è volto al termine, Actos imbocca la strada verso il Cafè più vicino con un pacchettino di formaggio nella tasca del suo cappotto nero. 

“Vi ringrazio per la vostra attenzione e se volete ancora conoscere la mia bella città sapete dove trovarmi. Parlare per tutto questo tempo mi ha messo una certa sete, è il momento di un buon caffè!”

Piazza d’Italia
Piazza Castello
Piazza Azuni
Piazza Tola

Alla scoperta dei protagonisti di "Sassari nella Storia"

"Sassari nella Storia…” nasce con lo scopo di far scoprire e riscoprire la storia di Sassari attraverso le persone di spicco che hanno un legame con la città e che hanno contribuito alla sua crescita culturale.

Per questa rubrica è stata selezionata una piccola rosa di persone, dando pari spazio a donne e uomini provenienti da vari ambiti: accademico, scientifico, sociale e così via, al fine di instillare curiosità nei lettori e nelle lettrici che vorranno magari continuare ad approfondire questi temi.

Tra le persone scelte per questa indagine troverete: Eva Mameli Calvino, ricercatrice botanica; Zaira Coen, insegnante; Adelasia Cocco, medico; Luigi Canepa, compositore; Annunzio Cervi, poeta; Ellen Giles, antropologa americana vissuta a Sassari; Giuseppe Biasi, pittore e incisore; Edina Altara, illustratrice e ceramista e, infine, Eugenio Tavolara, designer.

“Sassari nella Storia…” è una rubrica ideata e promossa dal Settore Politiche Culturali del Comune di Sassari nell'ambito delle attività previste dal progetto del Servizio Civile Universale “Raccontando Sassari”, realizzato dalle volontarie che hanno curato i contenuti del progetto durante il 2020: Erika Argiolas, Maria Rassu, Alessandra Spanedda e Dalila Speziga.

Questi contenuti sono stati inizialmente diffusi tramite la pagina Facebook: Comune di Sassari - Cultura e sui canali Facebook e Instagram di Turismo Sassari. Il risultato delle ricerche è stato raccolto in un libretto con le storie di tutti i protagonisti della rubrica.

Per scaricare il libretto cliccate QUI

Seguiteci su Comune di Sassari - Cultura e diteci quale personaggio vi ha affascinato di più!

 

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Foreste: angoli di pace vicino a Sassari

Oltre al suo salotto ottocentesco, Sassari offre un’incredibile varietà di attività da svolgere all'aria aperta, che sia la la passeggiata a Platamona o allo stagno, la visita al borgo dell’Argentiera o al Lago di Baratz, l’unico bacino naturale in Sardegna. Tuttavia, tra l’autunno e l’inverno regnano tra le mete del weekend boschi e foreste, uno spazio di libertà che amiamo vivere e condividere, il luogo perfetto per rilassarsi e stare a contatto con la natura.

Se desiderate cambiare meta rispetto all'affascinante centro storico o alle rinomate spiagge del Nord Sardegna, avete un’ottima alternativa: delle oasi verdi, ricche di storia e monumenti naturali unici, che potete raggiungere comodamente da Sassari.

Noi vi consigliamo di visitarle in ogni stagione, per poterle apprezzare interamente!

Scoprite di più nell'articolo Foreste: angoli di pace vicino a Sassari, meraviglie della Sardegna da esplorare durante il vostro soggiorno a Sassari.

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Animali nascosti e dove trovarli... a Sassari

I monumenti e i palazzi storici di Sassari spesso nascondono dei dettagli particolari: vi portiamo in giro per la città con un itinerario nel quale cavalli, leoni e draghi vi faranno compagnia!
 
Iniziamo da piazza d'Italia e in particolare dal monumento dedicato al sovrano Vittorio Emanuele II. Il gruppo statuario è costituito, sul fronte principale, da un nudo eroico seduto su un leone, simbolo di forza e fierezza, che regge l’insegna ed un fascio littorio. Sul lato opposto del basamento un’aquila ghermisce con i suoi artigli un trofeo d’armi ed un cappello da bersagliere.
 
Sulla piazza si affaccia il Palazzo della Provincia, al cui interno, nello scalone monumentale, è possibile ammirare l'opera in grande formato (m.3,50 x 5,50) dal titolo "Prometeo dona il fuoco agli uomini", dipinta nel 1954 con la tecnica della pittura a frescotela  su intonaco dall’Artista Aligi Sassu. Il tema dell’opera esposta raffigura il mito del Titano Prometeo che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini, scatenando così l’ira di Zeus. Nel quadro compaiono centralmente la figura Titanica di Prometeo con la fiaccola, sulla sinistra un gruppo di figure femminili e maschili, mentre sul lato opposto un cavallo di color rosso fiammeggiante viene ghermito da una fiera a voler simboleggiare le lotta delle forze primordiali della natura.
 
Proseguiamo superando piazza Castello e piazza Azuni per addentrarci nel cuore del centro storico, lungo il corso Vittorio Emanuele II, l’antica Ruga de Cotinas. Il portale in marmo del Palazzo di Città è sormontato dalla iscrizione dedicatoria e dallo stemma della Città di Sassari, fiancheggiato da due cavalli, che al centro, nello scudo, mostra le due torri e le due croci. Lo stemma fu concesso alla Città di Sassari con  Regio Diploma del 15 gennaio del 1767. Il Palazzo di Città fu edificato nella seconda metà del XIII secolo e ricostruito in forme neoclassiche entro il 1830.

Non lontano, passando per la suggestiva piazza Santa Caterina e incontrando nel percorso il Palazzo Ducale, sede del Comune di Sassari, raggiungiamo la Cattedrale di San Nicola. Durante il periodo delle pestilenze, che dal 1652 al 1657 decimarono di quattro quinti la popolazione cittadina, vennero posizionati ai lati della scalinata che conduce all’area sopraelevata del presbiterio due leoni marmorei che sorreggono due scudi. Negli scudi compare l’iscrizione che ricorda la committenza del Capitolo Turritano e la conclusione dei lavori comprendenti la balaustra nel 1656. Nei contrafforti esterni della navata sono invece visibili i doccioni in forme di animali mostruosi, tra i quali uno in sembianze di drago che un tempo era posizionato nel contrafforte della cupola. Essi rappresentano il repertorio più tipico delle cattedrali gotiche europee, il cui stile perdurò nell’isola ben oltre il periodo in cui si sviluppò.
 
Non distante troviamo la chiesa di Santa Maria di Betlem, luogo di culto indissolubilmente legato alla manifestazione più sentita dai sassaresi, la Discesa dei Candelieri. Si data al 1738 il pulpito ligneo che Antonio Juan Contena realizzò per i Frati Francescani di Santa Maria di Betlem. Di sua mano è il pulpito che spicca rispetto ad altri modelli di primo settecento per la ricchezza di ornamenti, per la sontuosità e l’articolazione dei rilievi. Il basamento è composto da tre angeli-polena che sorreggono il cassone decorato agli angoli da putti dei quali quattro sovrastanti i simboli degli Evangelisti (Bue, Leone, Aquila ed un Angelo alato). Nel pannello centrale è stato scolpito un bassorilievo che raffigura la scena di Sant’Antonio che predica ai pesci, mentre un’altra statua del Santo in gloria d’Angeli sormonta la ricca cornice del paravoce, che riprende quella mistilinea del cassone.
 
Lasciamo ora momentaneamente il centro storico e, attraversando la parte Ottocentesca della città, raggiungiamo l'Ex Mattatoio Comunale, il cui ingresso si trova in via Maurizio Zanfarino. Alla fine dell’Ottocento venne progettato e costruito il complesso del Mattatoio comunale che si estende su una superficie di 7000 metri quadrati dei quali 3000 coperti. Il portale centrale di accesso alla struttura si caratterizza per la decorazione delle due paraste laterali  con due cornici a losanghe che includono due protomi di muflone. Sopra l’arco dotato di lunetta in ferro si trova il fregio dell’architrave sul quale campeggia la scritta mattatoio e la statua di un bue sdraiato.

Il nostro itinerario si conclude nel luogo simbolo della città, la Fontana di Rosello. La medievale fonte di Gurusele o Gurusello si presentava con un edificio dalle forme assai semplici ancora nel corso del Cinquecento, quando l’acqua sgorgava da bocche bronzee in forma di teste di leone. Entro il 1606 Giunsero dalla Liguria i marmi “bianchi et misci” con i quali venne rivestita e le statue con figure femminile e soggetti marini tipici (in particolare i delfini situati in corrispondenza delle statue raffiguranti le "quattro stagioni") del repertorio figurativo cinquecentesco legato all’acqua. Le teste leonine bronzee vennero sostituite con altrettante marmoree e sopra il serbatoio della vasca della fontana venne creato un graticcio metallico che sorreggeva in maniera illusionistica una statua raffigurante il Martire Turritano San Gavino sulla groppa di un cavallo rampante. La Fontana subì danni importanti durante i moti antifeudali alla fine del ‘700. Si provvide così ad un restauro con la sostituzione delle statue che dal 1828 raffigurano le quattro stagioni e con la costruzione della crociera che oggi sorregge una nuova statua di San Gavino, che sostituisce quella scomparsa durante gli anni a cavallo del secondo conflitto mondiale.

Nelle schede di approfondimento troverete altre interessanti informazioni sui questi luoghi.

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