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Monte d’Accoddi: un altare a terrazza unico nel Mediterraneo

"AGGIORNAMENTO DEL 24 GENNAIO: a causa dell'ordinanza ministeriale del 22 gennaio 2021 che dispone il passaggio della Sardegna in zona “arancione”, tutti i musei e le aree archeologiche della  Rete culturale e museale Thàmus sono di nuovo chiusi: Palazzo di Città, le Stanze e le Cantine del Duca, la Fontana di Rosello, Monte d’Accoddi e le domus de janas di Montalè a Li Punti.
 
Arrivando a Monte d'Accoddi ci si sorprende nel trovare, isolata nella pianura, una costruzione così singolare ed imponente, ricorda infatti per la sua forma le ziqqurat diffuse in Mesopotamia nel III millennio a.C.
Il suo nome deriva verosimilmente dal sardo logudorese e significa “Monte o collina delle Pietre” » riferendosi all’aspetto che aveva prima degli scavi questa collinetta che per secoli ha nascosto il monumento che si eleva in un territorio fertile e pianeggiante, densamente abitato e sfruttato fin dalla Preistoria. Vaste necropoli a domus de janas sono presenti attorno a quest’area così ricca di testimonianze archeologiche, come attestano i due menhir collocati in un campo ad est dell’altare, dal quale provengono due pietre sferoidali di probabile valenza sacra, interpretate da alcuni come simbologie astrali.
La sensazione più immediata che si prova a Monte d’Accoddi, è sicuramente legata alla sacralità di questo luogo, dove sono testimoniati riti propiziatori della fertilità in un contesto archeologico che ha suscitato stupore ed interesse già al momento della sua scoperta, avvenuta nel 1952 a seguito degli scavi di Ercole Contu, successivamente proseguiti da Santo Tinè. Grazie al lavoro degli archeologi è stato possibile ricostruire le diversi fasi che hanno caratterizzato questo sito, a partire da un primo villaggio con capanne di forma ovaleggiante attribuite al Neolitico Medio o al Neolitico Recente e, nella fase riferita alla Cultura di Ozieri (3200-2800 a.C), un secondo villaggio con capanne quadrangolari al centro del quale fu edificata un’area di culto megalitica con lastre di pietra per le offerte ed un menhir.
Intorno al 3000 a.C, nell’area precedentemente occupata dal villaggio, si decise di costruire un primo altare costituito da una terrazza di forma quadrangolare detto “Tempio Rosso”, poiché la sua superficie era intonacata e dipinta con l’ocra rossa. Una rampa lunga 25 metri consentiva di salire fino alla sommità su cui era situata la cella, una struttura rettangolare, della quale si conservano resti del pavimento e una parte del muro perimetrale alto 70 centimetri.
Probabilmente in seguito ad un incendio, intorno al 2800 a.C. al primo altare fu sovrapposta una seconda struttura a gradoni, di maggiori dimensioni costituita da una piattaforma tronco-piramidale, rivestita con grandi massi calcarei. Durante la Cultura di Abealzu (2600 a.C.), intorno all’altare si costruì un villaggio esteso con capanne rettangolari, tra cui si nota la Capanna dello Stregone, l'unica con più vani, così denominata a causa dei singolari reperti ritrovati nel corso dello scavo.
Il villaggio-santuario divenne durante l’Eneolitico un riferimento religioso forse di valenza sovralocale ma, già durante l’Età del Bronzo, non veniva più riconosciuto come luogo di culto, così come ha indicato il ritrovamento di una sepoltura infantile datata alla Cultura di Bonnanaro (1800 a.C).

Il sito fa parte della rete culturale Thàmus.

Gestione per la tutela: Polo museale della Sardegna

CARTA DEI SERVIZI

Informazioni

Come arrivare
Il sito si trova a circa 13 km da Sassari. Ci si arriva percorrendo la ex Strada Statale 131 in direzione di Porto Torres fino al km 222,200. Svoltando a sinistra nello svincolo per Bancali e altre direzioni  si ritorna verso Sassari fino alla Strada Vicinale Monte d'Accoddi, dove il sito è segnalato dai cartelli turistici. Per chi proviene  da Porto Torres, dopo circa 8 Km, la Strada Vicinale si trova immediatamente a destra della Strada Statale 131.
 
Ingresso e visita guidata
 

Orario provvisorio - Emergenza Covid-19

Ai sensi del DPCM del 15 gennaio 2021.

L’area archeologica di Monte d’Accoddi è visitabile con ingresso a pagamento senza visita guidata dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, ultimo ingresso alle 12 (chiuso il sabato, la domenica e i festivi),  È obbligatoria la prenotazione all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per l’ingresso. Le visite guidate, sempre con obbligo di prenotazione, sono disponibili solo per gruppi e scolaresche (minimo 10 e massimo 20 persone). Dettagli modalità di fruizione

Biglietti (Tariffe 2020)
Biglietto intero € 4,00
Biglietto ridotto € 3,00 a persona
- per studenti dai 6 ai 25 anni
- per gruppi minimo 10 persone
- per scolaresche

Biglietto gratuito:
- al di sotto dei 6 anni
- per guide turistiche
- insegnanti accompagnatori
- portatori di handicap e accompagnatore

 

Biglietto cumulativo Rete Museale e Culturale Thàmus
Palazzo di Città
“Le Stanze e Le cantine del Duca” presso Palazzo Ducale
Fontana di Rosello (privo di servizio bi-glietteria in loco)
Il Castello Aragonese. Il Barbacane
Altare prenuragico di Monte d'Accoddi
Domus de janas di Montalè
 
Ingresso e visita guidata
Biglietto intero € 10,00 a persona
Biglietti ridotti € 8,00 a persona
- per studenti dai 6 ai 25 anni
- per gruppi minimo 10 persone
Biglietti scolaresche € 5,00 a persona
 
Biglietto “Ticket family”
per famiglie con almeno un figlio da 6/25 anni e oltre
€ 8,00
 
Biglietto “Itinerari tematici”
per gruppi minimo 10 persone € 5,00 a persona
Per scolaresche € 3,00 a persona
(Le attività si svolgono in tutti i siti e nei luoghi maggiormente rappresentativi del centro storico)

Biglietto gratuito:
-al di sotto dei 6 anni
-per guide turistiche
-insegnanti accompagnatori
-portatori di handicap e accompagnatore

I bambini al di sotto dei 12 anni vanno sempre accompagnati


Contatti: +39 079 2008072

 

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