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I sentieri rurali

Una rete di sentieri facilmente fruibili a poca distanza dalla città, ideali per un'escursione tra storia e natura.                                                                                                                                                      

L’Amministrazione comunale di Sassari ha restituito alla cittadinanza una significativa parte del proprio territorio grazie agli interventi di recupero di alcuni sentieri abitualmente utilizzati nel passato e che col tempo sono stati completamente dimenticati anche a causa della fitta vegetazione che li ha ricoperti, rendendoli non più percorribili. I sentieri collegavano diverse località tra le quali Badde Barca, Logulentu, Badde Tolta, Eba Giara. Paesaggi e sentieri oggi facilmente fruibili, che conservano ancora testimonianze storiche e passati usi di un territorio ricco di fascino e ancora poco conosciuto. Gli itinerari, segnalati con la simbologia del Club Alpino Italiano e numerati grazie alla collaborazione della sezione di Sassari, permettono inoltre ai visitatori di conoscere agevolmente un’area di notevole interesse naturalistico.

Durante i lavori di ripristino, sono state riscoperte alcune delle antiche opere di canalizzazione delle acque sorgive. L’area della fonte Barca nel passato fungeva da asse principale di collegamento tra l’area di Monte Bianchinu e Logulentu. Lì sono visibili diversi mulini ad acqua, importanti testimonianze di archeologia industriale molitoria ed idraulica: la valle di Logulentu viene infatti chiamata la “Valle dei Mulini” ed è da sempre caratterizzata dall’abbondanza d’ acqua e da una lussureggiante vegetazione.Le litologie affioranti in questo settore sono rappresentate da rocce calcaree del Miocene (da 23,03 a 5,332 milioni di anni fa).

Le campagne di Logulentu erano rinomate e menzionate dai viaggiatori dell’Ottocento, fra i quali il Valery che così le descriveva:

La parte più piacevole dei d’intorni di Sassari è la valle di Logulentu, ridente, fertile, ricca d’acqua, coltivata ad aranci, ulivi, pioppi e anche palme le cui tonalità di verde, mescolate addensate, offrono mille gradevoli sfumature.

Il sentiero n. 311B è caratterizzato da una fitta vegetazione con prevalenza di lecci, alcuni dei quali ultracentenari, e da macchia mediterranea (lentischio, cisto, fillirea ecc.). Il sentiero si incrocia più volte con il rio Barca e, dopo aver attraversato uno degli imponenti viadotti ferroviari caratterizzato da piloni e arcate magistralmente realizzate in muratura, si congiunge con la valle di Logulentu. Da qui una strada di raccordo permette il collegamento con gli altri sentieri di Badde Tolta (n. 311A) e di San Francesco ‐ Eba Giara ‐ Luna e Sole (n. 311). La sopracitata rete ferroviaria, costruita nel 1926 dalle Ferrovie Complementari della Sardegna della Linea Sassari‐Tempio Pausania‐Palau, è stata chiusa al traffico ferroviario il 16 giugno 1997 relativamente alla tratta Nulvi‐Tempio‐Palau. Successivamente, è stata chiusa al traffico anche la tratta Sassari‐Nulvi.

Il sentiero n. 311, caratterizzato anch’esso prevalentemente da una fitta vegetazione, presenta alcuni siti di interesse storico e archeologico, come ad esempio l’area dell’Eba Giara (acqua chiara), con le sue vasche scavate nella roccia, e di San Francesco verso Monte Furru, dove è presente un ipogeo che rappresenta una struttura produttiva rupestre, tipica dell’area del Sassarese, destinata alla lavorazione e alla produzione di vino o di olio. Sul pilastro quadrangolare posto nella porzione anteriore presso l’ingresso compare graffita una data, 1672 (o per altri 1634), che riporta l’epoca di utilizzo del manufatto. Sul fianco orientale si notano alcune aperture tamponate con pietrame e un pozzo.In questo sentiero si trova la chiesetta campestre di San Francesco, databile fra il XVII e il XVIII secolo e caratterizzata da una facciata suddivisa in due ordini da una cornice con fregio a dentelli. Nella parte centrale dell’ordine superiore è presente una finestra a serliana con apertura mediana a tutto sesto, diversamente da quelle laterali architravate. Nella chiesa, a pianta rettangolare e con volta a botte, l’unica fonte di luce è la serliana. All’interno è presente l’altare con nicchia e motivo a conchiglia e la statua lignea di San Francesco.

Il sentiero n. 311A è ricco di alberi di alloro oltre ad altre varie specie vegetali tra le quali il leccio, la roverella e il corbezzolo. Il sentiero attraversa con un guado il rio Gabaru, che un tempo alimentava i mulini, e incrocia un altro degli imponenti viadotti ferroviari caratterizzato anch’esso da piloni ed arcate. Lungo il percorso, attraverso una breve deviazione, si può giungere alla piccola e caratteristica stazione di Filigheddu, ormai in disuso. Per quanto riguarda le specie faunistiche, tra gli uccelli si annoverano la poiana, il corvo imperiale, la ghiandaia, il colombaccio, il tordo, la beccaccia, il gruccione, il balestruccio; tra i rettili il colubro, il gongilo, la tartaruga d’acqua, la testuggine; tra i mammiferi la volpe, il riccio e il cinghiale.

Qui potete scaricare la cartina dei sentieri

Inoltre, il settore progettazione e direzione lavori pubblici e manutenzione del patrimonio comunale ha realizzato una mappa dei sentieri di Sassari visibile utilizzando il programma Google Earth scaricabile gratuitamente al seguente indirizzo: https://www.google.it/intl/it/earth/

Per poter visualizzare la mappa è necessario installare il programma Google Earth, quindi salvare e aprire il seguente file: I sentieri di Sassari (.kmz) La mappa presenta i sentieri recuperati, in colore verde, e le vie di accesso dalla città, in colore rosso.

 

 

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