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Cavalcata Sarda. La festa della bellezza

I suoni, i colori, le musiche e le danze,  i gioielli, i costumi e i cavalli. La Cavalcata Sarda è una festa dove ogni anno si incontrano  oltre tremila costumi in rappresentanza dei comuni di tutta l’isola che offrono uno spettacolo indimenticabile, dando vita al più grande evento laico della Sardegna che si svolge la penultima domenica di maggio. Una grande festa di primavera che si è meritata nell’ultimo secolo il titolo di “festa della bellezza”, proprio per la ricchezza e la maestosità che la caratterizzano.

Le sue radici storiche rimandano alle cavalcate per  le vie della città inserite nell’ambito dei festeggiamenti organizzati in onore dei regnanti, come quella del 1711 in onore di Carlo III vincitore su Filippo V. Le prime edizioni moderne della Cavalcata Sarda si svolsero in occasione della presenza in città di personaggi illustri: nel 1899 per l’inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II in Piazza d’Italia, alla presenza del re Umberto I e della regina Margherita di Savoia, alla quale parteciparono in gran numero gruppi in costume provenienti quasi esclusivamente dalla provincia di Sassari. Sono da ricordare anche le edizioni del 1929 e del 1939, organizzate in occasione della visita di esponenti della casa reale.

La mattina della domenica ha luogo la sfilata dei costumi e dei cavalieri nelle vie del centro cittadino, lungo un percorso di circa due chilometri. I figuranti in costume seguiti dalle coppie a cavallo rendono omaggio agli spettatori e alle autorità offrendo i prodotti tipici sardi: pani, dolci, primizie locali. Un imponente corteo di oltre trecento cavalieri provenienti da tutta la Sardegna chiude la sfilata. Il primo pomeriggio è dedicato alle pariglie, manifestazioni equestri nelle quali i più coraggiosi cavalieri sardi si esibiscono in spettacolari acrobazie sui cavalli in corsa all’ippodromo Pinna, dando prova di bravura e abilità.
La manifestazione è accompagnata dalla Rassegna dei canti e delle danze tradizionali della Sardegna, durante la quale i gruppi folkloristici isolani si esibiscono proponendo un vasto repertorio musicale e coreografico.
In Piazza d’Italia i suoni delle launeddas, i canti a tenores e a fisarmonica e l’organetto chiudono la festa, in un’atmosfera unica e indimenticabile. 

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