Arte e cultura

Piazza Castello

Così chiamata perché sino al 1878, quando venne demolito, sorgeva il Castello Aragonese.

Si dice che dopo la Prima guerra mondiale qualcuno tentò di chiamarla piazza Plebiscito, a ricordo del plebiscito fascista che aveva sostituito le libere elezioni. Dopo la Seconda guerra mondiale si tentò ancora di denominarla piazza Costituzione, e poi ancora piazza Repubblica.

Fin dal 1331 è la piazza più importante della città, e se ne fa menzione nelle carte antiche con il nome di plà de castell: questa denominazione sopravvive ancora oggi con il nome tradotto di Pianu di Castheddu cioè il “Pian di Castello”, il largo davanti al Castello Aragonese, dove i facchini (carriaggi), la manovalanza dei trasporti urbani, la mattina aspettavano il lavoro. Erano conosciute come persone arroganti e per la loro cafoneria venne coniato il detto popolare “Sei maraduccaddu cumenti un carriaggiu di lu Pianu” (Sei maleducato come un facchino del Piano di Castello). Era tutta di pura roccia e presentava diversi dislivelli.

Quando nel 1848 venne aperto l’elegante Café Mortara, la piazza divenne il punto prediletto delle passeggiate signorili e nei giorni festivi vi suonava la banda musicale. Era quindi l’anima e il centro della città.

Utilizzata come parcheggio delle carrozze, ai primi del XX secolo Piazza Castello veniva vissuta come collegamento tra l’antica città, compresa tra le antiche mura e le “appendici” che andavano via via espandendosi con la nuova grande Piazza d’Italia che era divenuta il centro ideale della nuova città umbertina.

La piazza odierna è ottenuta dalla demolizione del 1877 del castello, ed è di fronte alla caserma La Marmora.

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